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OSSERVATORIO SULLA POLITICA ESTERA ITALIANA - N.19

La COP26 si è conclusa con l’adozione del “Glasgow Climate Act: il documento finale dei lavori della conferenza ha disatteso alcune aspettative, ma rappresenta comunque un passo avanti. La Conferenza delle Nazioni Unite ospitata in Scozia ha fatto proprie diverse intese precedentemente raggiunte al vertice del G20 di Roma. È però mancata la sinergia tra gli stati, con l’India che all’ultimo ha annacquato la bozza finale, preferendo “ridurre gradualmente” piuttosto che “eliminare” l’uso del carbone. È la menzione stessa di questa parola a rappresentare il progresso principale nella lotta al cambiamento climatico: mai prima d’ora il riferimento al carbone era stato esplicitato. Basterà a tenere entro 1,5°C l’aumento delle temperature globali fino alla fine del secolo? Gli stati che producono più emissioni si assumeranno le proprie responsabilità, soprattutto verso i paesi più colpiti dal surriscaldamento globale? Il ruolo diplomatico dell’Italia ha aiutato a dare nuovo slancio al multilateralismo?


Per il diciannovesimo focus dell’Osservatorio ISPI-IAI sulla politica estera italiana, il video editoriale di Antonio Villafranca, Direttore della Ricerca ISPI, e Riccardo Alcaro, Direttore delle Ricerche IAI.

   
   

COP26: il bilancio degli accordi di Glasgow

Massimo Lombardini

Esperto di energia e ISPI contributor

   
   
     

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ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale

L'Osservatorio ISPI-IAI sulla politica estera italiana è realizzato con il contributo dell'Unità di Analisi e Programmazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell’art. 23- bis del DPR 18/1967. Le posizioni contenute nel presente Focus sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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